La domanda che si pongono quasi tutti i liberi professionisti quando l'attività cresce non è "quanto pago" ma "quale struttura mi fa pagare meno". La risposta dipende da un solo concetto chiave: la doppia tassazione. Ma i numeri esatti cambiano molto caso per caso — usa il calcolatore qui sotto con la tua situazione reale.
Nel regime forfettario il reddito viene tassato una sola volta: imposta sostitutiva del 5% o 15% sul reddito imponibile, e basta — sono già inclusi anche IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP.
In una SRL la tassazione avviene due volte: prima la società paga IRES (24%) e IRAP (circa 3,9%) sull'utile; poi, quando il socio incassa il dividendo, paga un'ulteriore ritenuta del 26% sulla quota che riceve. C'è però una terza via, spesso trascurata: l'amministratore può anche prendere uno stipendio, deducibile dalla società ma tassato con le aliquote IRPEF ordinarie sulla persona.
⚠ Fare un confronto giusto è più complicato di tre numeri affiancati: entrano in gioco molte voci che cambiano nel tempo (acconti, saldi, contributi minimi, costi di gestione reali, eventuali casse) e vanno riviste ogni anno. Questo calcolatore aiuta a capire l'ordine di grandezza e i meccanismi in gioco, ma non sostituisce un commercialista che guardi la tua situazione specifica e la segua nel tempo.
💡 Vuoi solo stipendio, con il resto che rimane in azienda tassato solo IRES+IRAP (senza il 26% del dividendo)? Metti "% distribuito" a 0% qui a sinistra: lo stipendio esce tassato IRPEF+INPS, il resto compare come "valore trattenuto" qui sopra, senza ulteriore tassazione finché non lo prelevi.
Cosa significa in pratica: hai una Partita IVA (come nel forfettario) ma senza coefficiente forfettario e senza società — di solito perché hai superato gli 85.000 € di ricavi, o hai rinunciato al forfettario. Paghi le tasse sul reddito reale (ricavi meno costi effettivamente sostenuti e documentati) con le aliquote IRPEF ordinarie, un solo livello di tassazione, niente IRES né dividendo. È l'alternativa più semplice alla SRL quando il forfettario non è più disponibile.
Semplificazioni: stipendio tassato con scaglioni IRPEF 2026 (23%/33%/43%) + addizionali stimate al 2% + INPS Gestione Separata 26,07% (indicativo: la gestione reale dipende dalla posizione dell'amministratore). L'utile ante imposte della SRL non deriva da un bilancio OIC reale — vedi disclaimer in fondo.
Il confronto sopra racconta solo metà della storia. La SRL conviene in tre situazioni concrete:
1. Superi il limite di 85.000 €. Il forfettario smette di essere un'opzione: il confronto reale a quel punto è tra SRL e Partita IVA in regime ordinario, dove l'IRPEF sale a scaglioni fino al 43% più addizionali — lì la SRL torna spesso in vantaggio.
2. Non prelevi tutto l'utile. Prova a mettere il cursore "% distribuito" sopra a 0: la tassazione si ferma al 24% IRES + IRAP finché il dividendo non viene distribuito. È lo strumento giusto per chi accumula capitale, non per chi vuole il massimo netto personale ogni anno.
3. Servono responsabilità limitata, più soci, o struttura per investimenti. Motivi non fiscali ma altrettanto concreti: nella ditta individuale e nel forfettario il patrimonio personale risponde dei debiti dell'attività; nella SRL no.
| Voce | Regime forfettario | SRL |
|---|---|---|
| Commercialista (contabilità + dichiarazione) | 400-1.500 €/anno (anche 0 € se autogestito) | 2.000-5.000 €/anno |
| Diritto camerale CCIAA | Non dovuto | ~120 €/anno |
| Deposito bilancio | Non dovuto | ~130-400 €/anno |
| Vidimazione libri sociali | Non dovuta | ~310 €/anno |
| PEC + firma digitale | ~35-100 €/anno | ~50-100 €/anno |
Il forfettario è esonerato da scritture contabili, registri IVA e bilancio: da qui la differenza di costo. Su piccoli fatturati, questi costi di gestione possono erodere una parte non trascurabile del vantaggio fiscale della SRL nei casi limite.
Perché applica la doppia tassazione: prima IRES (24%) e IRAP (~3,9%) sulla società, poi 26% sul dividendo quando lo incassi. Il forfettario tassa una sola volta con l'imposta sostitutiva. Se prelevi tutto, il carico SRL (44-47%) supera quasi sempre quello forfettario.
Lo stipendio è deducibile per la società ma tassato IRPEF a scaglioni (23-43%) più INPS 35,03% (1/3-2/3 tra amministratore e società). Anche se il calcolo teorico suggerisce di massimizzarlo, deve restare stabile e congruo al ruolo: un compenso che varia ogni anno per azzerare l'utile tassabile è un pattern che l'Agenzia delle Entrate può contestare come sproporzionato (Cassazione n. 24379/2016 e successive), con rischio di disconoscimento della deducibilità.
SRL: indicativamente 2.000-5.000 €/anno di commercialista più 600-700 € di costi fissi (camerale, bilancio, libri sociali, PEC/firma digitale). Forfettario: 400-1.500 €/anno, o zero se autogestito, grazie all'esonero da contabilità.
Sopra gli 85.000 € di ricavi (il forfettario non è più disponibile), quando vuoi reinvestire l'utile in azienda invece di prelevarlo, o per motivi non fiscali come la responsabilità limitata e la presenza di più soci.
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